Transumanesimo

Qual è il significato di Transumanesimo? È una nuova corrente filosofica che vede nelle potenzialità tecnologiche la possibilità di miglioramento dell’uomo.

Il progetto genoma umano (HGP, acronimo di Human Genome Project) ci ha consentito di ottenere le informazioni necessarie affinché, a livello genetico, un essere umano sia tale. Siamo esseri umani perché abbiamo queste informazioni nel nostro genoma e non altre.
Il progetto, iniziato nel 1990 e terminato nel 2003, ci ha dato un quadro più completo dei rapporti tra le varie proteine. Una volta ottenuta la mappa completa del genoma, non ci vorrà molto prima di essere in grado di intervenire direttamente sul nostro DNA per personalizzarlo a nostro piacimento.

A novembre 2018, ad esempio, il genetista He Jiankui ha dato l’annuncio della nascita delle prime bimbe nate con il DNA modificato: grazie alla tecnica di chirurgia genetica nota come Crispr è stato inserito nel corredo un gene che le rende più resistenti a una serie di malattie tra cui l’Hiv, da cui è affetto il padre.

(Lo studio tuttavia, pubblicato su Nature, è stato in seguito ritirato dalla rivista a causa di grossolani errori scientifici1.)

Transumanesimo e Postumano tra Distopia e Utopia

TRANSUMANESIMO: VERSO IL FUTURO POSTUMANO

Sull’entusiasmo di questo moderno progresso tecnologico, dagli anni ‘80 fino ad oggi si è sviluppato un movimento intellettuale e culturale che sostiene l’uso delle scoperte scientifiche al fine di aumentare le capacità fisiche e cognitive dell’essere umano e migliorarne la condizione grazie al debellamento di quegli aspetti giudicati degradanti come malattia, invecchiamento e la morte stessa.
Questo movimento è chiamato Transumanesimo, termine che si ritiene sia stato coniato nel 1957 da Julian Huxley che, inserendosi all’interno della tradizione illuminista, nel capitolo dedicato al Transumanesimo del suo saggio In New Bottles for New Wine definisce transumano l’uomo che rimane uomo, ma che trascende sé stesso realizzando le nuove potenzialità della natura umana2.

The human species can, if it wishes, transcend itself not just sporadically, an individual here in one way, an individual there in another way, but in ks entirety, as humanity. We need a name for this new belief. Perhaps transhumanism will serve: man remaining man, but transcending himself, by realizing new possibilities of and for his human nature.

Julian Huxley, In New Bottles for New Wine. Transhumanism, 1957

A partire dagli anni ’80, con la nascita vera e propria di questo movimento, una nuova definizione viene coniata da Max More, uno dei padri fondatori:

Transhumanism is a class of philosophies of life that seek the continuation and acceleration of the evolution of intelligent life beyond its currently human form and human limitations by means of science and technology, guided by life-promoting principles and values.

Max More (1990)

Il concetto di Transumanesimo viene così ampliato sottintendendo il superamento degli attuali limiti delle capacità umane, verso una nuova era evoluzionistica post-darwiniana grazie ad una più intensa interazione con la tecnologia e con le nuove scienze come la biorobotica, la bioinformatica, la nanotecnologia e la neurofarmacologia.
Il Transumanesimo postula quindi una condizione umana futura caratterizzata da aspetti talmente innovativi da non poter più essere classificati semplicemente come “umani”.

Il concetto di Transumaneismo è strettamente correlato con la Singolarità tecnologica, ovvero quel momento in cui il progresso tecnologico accelera così velocemente da risultare incomprensibile e imprevedibile all’essere umano.

Personaggio di punta di questa nuova corrente, oltre al già citato More, è Nick Bostrom, filosofo svedese che nel 1998 ha fondato la World Transhumanist Association e dal 2005 è direttore del Future of Humanity Institute presso la Oxford University.
È autore delle maggiori pubblicazioni di stampo filosofico del movimento transumanista, tra le quali troviamo Transhumanist Values, un lungo saggio e un vero e proprio manifesto del pensiero transumanista, in cui vengono esposti i principali valori del Transumanesimo.
Scopo dichiarato è promuovere un nuovo approccio nei confronti delle differenti discipline sopra citate (biologia, nanotecnologia, ingegneria genetica e informatica), finalizzato a comprendere le opportunità dateci dagli avanzamenti nel progresso tecnologico al fine di potenziare la Natura Umana3.

ESTENSIONE DEL CONCETTO DI SALUTE

Alla base del pensiero transumanista risiederebbe l’estensione il concetto di salute, che si baserebbe non solo sul fattore terapeutico di debellamento delle malattie, ma inglobando in esso la possibilità di aumentare le capacità fisiche, intellettive ed emotive degli esseri umani.
Viene dunque estremizzata la definizione di salute dettata dall’OMS come completo benessere psico-fisico e non come pura assenza di malattia.
Questo benessere si traduce, nel pensiero transumanista, nella realizzazione del motto baconiano fare tutto ciò che si può fare al fine di migliorare la condizione umana.

TRANSUMANESIMO: UN NUOVO UMANESIMO?

È l’uomo stesso il centro dell’Universo transumanista, che quindi prosegue, come loro stessi affermano, le tradizioni filosofiche dell’Umanesimo e dell’Illuminismo e propone una visione di valori entro un quadro razionale e scientifico, nel rifiuto del culto e della fede.
Con Umanesimo e Illuminismo, il Transumanismo condivide il rispetto per la ragione, per la scienza e l’impegno nel progresso della valorizzazione e perfezionamento dell’esistenza umana.
Scriveva Kant che l’Illuminismo è l’uscita dell’uomo dalla minorità di cui egli stesso è colpevole, minorità intesa come incapacità (per codardia) di servirsi del proprio intelletto indipendentemente da altro4.

Il movimento transumanista fa sua questa definizione, traducendola in una critica severa alla Religione, riconosciuta come causa dell’entropia che inibisce il progresso5.

A causa del suo irrazionalismo, scrive More, la Religione è pericolosa: promuovendo un credo irrazionale nei confronti di un disegno divino, incoraggia la rassegnazione ad una tragica condizione umana, resa sopportabile dalla credenza in qualcosa di ultraterreno.
Ciò si scontrerebbe con il principio transumanista dell’ottimismo dinamico, ovvero l’atteggiamento che promuove il completo uso delle nostre attuali conoscenze e ci orienta a muoverci al di là di esse, così da creare noi stessi un Paradiso in Terra.

Secondo i Transumanisti esiste infatti l’imperativo etico per gli esseri umani di lottare per il progresso ed il perfezionamento di sé stessi.
L’umanità dovrebbe entrare in una fase post-darwiniana in cui l’evoluzione ed i mutamenti casuali verrebbero sostituiti dall’intervento tecnologico a favore di un maggior controllo da parte degli esseri umani.

L’EVOLUZIONE ATTIVA DEL TRANSUMANESIMO VERSO IL POSTUMANO

Nell’Origine della specie, Darwin affermava che l’Umanità non è il punto finale dell’evoluzione, ma solo una fase. Il processo evolutivo, dunque, non si è concluso ma continua e, secondo i Transumanisti, continua grazie all’intervento tecnologico che porterà l’essere umano ad uno stadio superiore. L’evoluzione non risulterebbe essere più frutto della casualità a cui l’essere umano partecipa in modo passivo, ma sarà l’attività umana stessa a indirizzare il processo evolutivo verso un fine preciso.

Solo con la più scrupolosa occupazione della ragione sarà possibile superare la Natura Umana, andando oltre i propri limiti.

Con la critica alla religione e alla fede, partendo dall’insegnamento di Nietzsche Dio è morto e dalla dottrina dell’Übermench, il Transumanesimo progetta il superamento dell’Uomo in quanto tale al fine di raggiungere una situazione di perdita della specie umana così come la conosciamo per una nuova, il Postumano.

Se, tuttavia, Nietzsche parlava di una trasformazione culturale e di una crescita personale grazie al superamento della Morale degli Schiavi propria della Cristianità, i Transumanisti parlano di una trasformazione tecnologica. Il Postumano risulta essere infatti una nuova entità ontologica frutto dell’applicazione del progresso scientifico.

I PRINCIPI DEL TRANSUMANESIMO

  1. L’umanità sarà radicalmente trasformata dalla tecnologia del futuro. Prevediamo la possibilità di ri-progettare la condizione umana in modo di evitare l’inevitabilità del processo di invecchiamento, le limitazioni dell’intelletto umano (e artificiale), un profilo psicologico dettato dalle circostanze piuttosto che dalla volontà individuale, la nostra prigionia sul pianeta terra e la sofferenza in generale.
  2. Uno sforzo di ricerca sistematico sarà necessario per comprendere l’impatto di tali sviluppi per ora all’orizzonte e le loro conseguenze sul lungo termine.
  3. I transumanisti ritengono che per usufruire delle nuove tecnologie, sia necessario mantenere un’apertura mentale che ci permetta di adottare tali tecnologie invece che di tentare di proibirne l’uso o lo sviluppo.
  4. I transumanisti sostengono il diritto morale di utilizzare metodi tecnologici, da parte di coloro che lo vogliano, per espandere le proprie capacità fisiche ed intellettuali e per aumentare il livello di controllo sulla propria vita. Aspiriamo ad una crescita personale ben al di là delle limitazioni biologiche a cui siamo oggi legati.
  5. È imperativo, nel pensare al futuro, considerare l’impatto di un progresso tecnologico in continua fase di accelerazione. La perdita di potenziali benefici, a causa di tecnofobia e proibizioni immotivate e non necessarie, sarebbe una tragedia per il genere umano. Dobbiamo comunque tenere presente che un disastro o una guerra, causati o resi possibili da una tecnologia avanzata, potrebbero portare all’estinzione di ogni forma di vita intelligente.
  6. È necessario creare luoghi di incontro in cui razionalmente discutere i passi da intraprendere verso il futuro ed è necessario creare le strutture sociali in cui decisioni responsabili possano essere implementate.
  7. Il transumanesimo è fautore del benessere per tutti gli esseri senzienti (siano questi umani, intelligenze artificiali, animali o potenziali esseri extraterrestri) ed include molti principi dell’umanesimo moderno. Il Transumanesimo non è legato ad alcun partito o programma politico.6

IL PENSIERO BIOCONSERVATORE COME CRITICA AL TRANSUMANESIMO

Ovviamente questa prospettiva ipotizzata dal movimento transumanista non è passata inosservata. Critica severa al pensiero transumanista la abbiamo infatti principalmente con il filone di pensiero bioconservatore che considera il Postumano un rischio di scivolare verso una distopia disumanizzante così come Aldous Huxley la descrive nel suo Il mondo nuovo7.
Utilizzando il concetto di hybris, ovvero “ingiusta prevaricazione”, i bioconservatori parlano di un oltrepassamento dei limiti che, puntando verso il potenziamento, rischiano di rompere l’equilibrio naturale.
Il mondo, la natura esterna all’uomo e la natura umana stessa vengono categorizzati dal pensiero bioconservatore sotto i concetti di ordine e armonia. Rompere questa armonia causerebbe l’inevitabile scivolamento verso una distopia.

LA DIGNITÀ POSTUMANA

Bostrom parla di dignità postumana, evidenziando il fatto che difendere la dignità dell’uomo contemporaneo dall’intervento tecnologico non esclude una possibile difesa della dignità dei postumani8.
Bostrom accusa la controparte bioconservatrice di usare due pesi e due misure nella valutazione di ciò che si può o non si può modificare o potenziare della natura umana. Sono favorevoli ad interventi per migliorare il latte materno o all’ascolto di Mozart per aumentare la sensibilità musicale, ma non ad interventi sulla linea germinale, quando in entrambi i casi, scrive Bostrom, si tratterebbe di influenzare in meglio lo sviluppo dell’individuo.

Suppose it turned out that playing Mozart to pregnant mothers improved the child’s subsequent musical talent. Nobody would argue for a ban on Mozart-in-the-womb on grounds that we cannot rule out that some psychological woe might befall the child once she discovers that her facility with the violin had been prenatally “programmed” by her parents. Yet when it comes to e.g. genetic enhancements, arguments that are not so very different from this parody are often put forward as weighty if not conclusive objections by eminent bioconservative writers. To transhumanists, this looks like doublethink. How can it be that to bioconservatives almost any anticipated downside, predicted perhaps on the basis of the shakiest pop-psychological theory, so readily achieves that status of deep philosophical insight and knockdown objection against the transhumanist project?

Nick Bostrom, In defense of posthuman dignity, 2005

Avendo una concezione dinamica della Natura Umana, riconoscendo che è cambiata nel corso dei millenni, Bostrom non trova problemi a riconoscere dignità sia ad esseri umani così come sono ora, sia ai futuri postumani. In questo modo la dignità postumana si configura come una dignità più inclusiva che promuove il progresso dell’Umanità.

È evidente come Bostrom intenda il concetto di dignità umana come qualità della vita. La sua analisi, in questo caso, prevedendo che l’utilizzo delle moderne tecnologie porterà ad un miglioramento della condizione umana fino ad un raggiungimento di un livello superiore dal punto di vista qualitativo, considera l’enhancement compatibile con la dignità umana.

Ma è veramente così?
Oppure il potenziamento genetico comporta dei problemi che Bostrom non ha affrontato nel suo saggio?

CRITICA AL PENSIERO TRANSUMANISTA

Il testo della Convenzione di Oviedo, agli articoli 1 e 2, cita:

Art. 1
Oggetto e finalità
Le Parti di cui alla presente Convenzione proteggono l’essere umano nella sua dignità e nella sua identità e garantiscono ad ogni persona, senza discriminazione, il rispetto della sua integrità e dei suoi altri diritti e libertà fondamentali riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina. Ogni Parte prende nel suo diritto interno le misure necessarie per rendere effettive le disposizioni della presente Convenzione.

Art. 2
Primato dell’essere umano
L’interesse e il bene dell’essere umano debbono prevalere sul solo interesse della società o della scienza.

Questi due articoli lasciano trapelare il pensiero che alcuni sviluppi nel campo della scienza e della biologia possono portare ad una corruzione della dignità umana. In questo documento, così come in altri documenti internazionali di carattere bioetico come la Dichiarazione di Helsinki, il concetto di dignità umana viene interpretato come valore intrinseco di ciascun essere umano, indipendente da meriti personali, classe sociale o altri fattori, in quanto dipende dal solo fatto di essere uomini.

È proprio dalla tutela di questa dignità intrinseca che nascono i diritti umani. Il concetto di dignità postumana comporta la completa eliminazione della dignità umana intesa come inerente. Questo accade perché si attua una radicale contestazione della nozione di natura umana a cui si richiamano le giustificazioni del concetto di dignità inerente. I Transumanisti infatti sostengono che un concetto di Natura Umana in sé non esiste e se esiste è un concetto dinamico e dunque non prescrittivo. Se c’è qualcosa da valorizzare nell’Uomo è la sua capacità di perfezionamento. Degno, dunque, non è l’uomo come si presenta oggi, ma l’uomo capace di reinventarsi come vorrebbe essere (e non come l’evoluzione casuale lo porterebbe a diventare) grazie all’utilizzo delle moderne tecnologie.

Secondo l’analisi di Habermas in Il futuro della natura umana, l’ingegneria genetica porterebbe ad una modificazione della nostra auto-comprensione di “esseri di genere”, intaccando cioè la nostra auto-comprensione etica9. Non riconoscendoci più come esseri umani, cambierebbero tutte le basi del diritto e della morale e quindi i fondamenti dell’integrazione sociale.
La critica di Habermas non si indirizza ad un utilizzo terapeutico delle biotecnologie (volto a correggere una patologia o un difetto, riportando alla situazione standard), ma ad interventi migliorativi che porterebbero ad una disponibilità dei fondamenti biologici.

Il concetto di Natura Umana risulta essere la relazione che intercorre tra i nostri fondamenti genetici e la comprensione etica che abbiamo di noi stessi, come genere umano, sulla base di questi stessi fondamenti. Modificare la Natura umana, sia in termini biologici che antropologici, grazie ad un’ingegneria genetica in costante progresso, rischierebbe di farci perdere la comprensione che abbiamo di noi stessi, sulla quale si fonda il nostro reciproco riconoscimento di agenti morali.
Ecco dunque come la posizione transumanista, mettendo in discussione tutto l’apparato etico sul quale si fondano i nostri diritti umani, la normatività internazionale che regola il rapporto tra scienza e umanità e la nostra autocomprensione etica, risulta essere di notevole interesse filosofico, in quanto altamente rivoluzionaria.

Per queste idee rivoluzionarie, dagli anni ’80 fino ad oggi, il movimento transumanista ha conosciuto un notevole riconoscimento nel dibattito bioetico internazionale. Da puro interesse accademico si sta trasformando pian piano in interesse politico e poco manca a che diventi di interesse pubblico.
Non a caso l’European Technology Assessment Group, organo affiliato al Parlamento Europeo, ha stipulato un rapporto di 170 pagine sulla questione del potenziamento umano, analizzandone rischi e benefici in vista di una regolamentazione di tali pratiche11.

HUMAN ENHANCEMENT

Uno studio approfondito sulle questioni poste dal movimento transumanista è quindi fondamentale. Già soltanto la definizione del termine “miglioramento umano”, l’enhancement, risulta complicata.
Il miglioramento, così come il Transumanesimo lo intende, include ogni attività che migliora il nostro corpo e la nostra mente, le nostre abilità.

È sottile confine che separa il miglioramento eticamente indiscutibile dall’human enhancement che rende la posizione transumanista così difficile da accettare ed è proprio su questa sfumatura che il pensiero transumanista trova un punto d’appoggio.

Leggere un libro, fare esercizio fisico, allenare la mente, pur essendo pratiche migliorative che interessano l’intervento tecnologico, seppur lieve, tuttavia non rientrano nell’human enhancement proprio della posizione Transumanista.
Quest’ultimo risulta essere una spinta delle nostre capacità oltre il livello statisticamente normale della specie umana.
Ciò significa che andare in palestra e aumentare la massa muscolare e di conseguenza la propria forza rientrerebbe comunque entro le possibilità naturali del corpo umano e dunque è considerato eticamente accettabile.

Il potenziamento, inoltre, è distinto dalla terapia, in quanto questa risulta essere un trattamento rivolto a patologie che compromettono la salute o riducono le funzioni del corpo al di sotto il livello statisticamente normale della specie umana.
Se dunque un paio di occhiali è da considerarsi terapia, perché migliora la condizione del singolo individuo ma entro i limiti naturali, un chip a livello celebrale che porterebbe l’individuo ad avere una vista notturna pari ad un gatto è da considerare un enhancement.

C’è infatti una netta differenza tra ciò che è terapeutico dal potenziamento. Se gli occhiali da vista sono eticamente accettabili in quanto terapeutici pur essendo tecnologie che migliorano la condizione del singolo individuo, cosa si direbbe di un paio d’occhiali a visione notturna? Vengono già utilizzati e vengono accettati per il semplice fatto che sono apparecchiature esterne al corpo umano e che, pur essendo un potenziamento, non modificano permanentemente le abilità fisiche.

Qual è allora la differenza tra questo tipo di occhiali a visione notturna ed un chip celebrale? Perché il primo è accettabile mentre il secondo desta preoccupazioni etiche?
Il chip modificherebbe ciò che viene chiamata “Natura Umana” oppure il solo fatto che è un oggetto, sì interno al nostro corpo, ma che da esso rimane ben distinto, non ha ripercussioni sulla nostra umanità?

Diverso l’approccio ad un intervento di ingegneria genetica che ci renderebbe, sempre mantenendo lo stesso esempio, capaci di avere una visione notturna pari ai felini. Modificando direttamente il nostro patrimonio genetico, il nostro potenziamento risulterebbe essere frutto non di apparecchiature artificiali, ma della modificazione stessa del nostro fondamento biologico.

Questa distinzione del potenziamento tra modificazione genetica e apparecchiature artificiali può soddisfare dal punto di vista della problematizzazione etica?

CONCLUSIONE

La letteratura fantascientifica ha dato origine ad un termine che viene subito utilizzato all’interno del pensiero transumanista, il cyborg. La definizione classica parla di un essere umano le cui alcune parti sono sostituite o combinate a apparecchiature artificiali al fine di o ristabilire il completo funzionamento dell’organismo oppure di potenziarlo.
Nel primo caso si tratta di utilizzo terapeutico, come accade ad esempio per una protesi o per un pacemaker, ma come comportarsi nei confronti del secondo caso? Si può ancora parlare di modificazione e corruzione della Natura e Dignità umana anche se non si tratta di disporre dei nostri fondamenti biologici che rimangono in sé intatti?

Tim Cannon, biohacker, il primo essere umano ad essersi impiantato un device da lui creato, Circadia 1.0, che registra e trasmette dati biometrici.

Questi sono soltanto semplici esempi giusto per evidenziare il fatto che, non avendo ancora delimitato entro una definizione precisa gli interventi tecnologici moralmente accettabili in confronto a quelli problematici, una critica al pensiero Transumanista che si basi sulla difesa della nostra Umanità, della nostra Natura e della Dignità Umana, risulterebbe troppo vaga.

Non è possibile basare la critica alla posizione transumanista su ciò che Leon Kass chiama il buon senso della ripugnanza12: a livello intuitivo, possiamo riconoscere il fatto che intervenire sul nostro patrimonio genetico al fine di oltrepassare i nostri limiti imposti dalla nostra condizione attuale sia eticamente problematico, tuttavia ciò non spiegherebbe il perché lo è.

I bioconservatori mettono in guardia dai rischi che è possibile incappare se si fa della tecnologia un utilizzo incontrollato. È dunque doveroso tener presente che la posizione del laissez-faire è una posizione pericolosa in quanto ogni nuovo potere sulla salute e sulla malattia è allo stesso tempo una fonte di possibili abusi sulla vita umana e non. Tuttavia non si può accantonare in toto la filosofia transumanista, in quanto grazie ad essa possiamo conservare l’atteggiamento positivo verso il progresso tecnologico, così da non rischiare di cristallizzarsi su una posizione conservatrice che vede nella natura umana un principio immodificabile, evitando preclusioni preconcette nei confronti della scienza.

Oggi non possiamo dire se si realizzerà la visione futura dettata dai Transumanisti o quella distopica dei bioconservatori, oppure una via di mezzo che tiene conto della distinzione tra potenziamento e interventi terapeutici. Dato che, tuttavia, sembrano esserci buone ragioni per cui molte di queste visioni siano plausibili, un approccio prudente dovrebbe includere, come minimo, l’inizio di un dibattito sui risvolti etici e sociali associati al potenziamento umano, analizzando, se è opportuno anche caso per caso, la diversità degli interventi tecnologici di miglioramento della nostra condizione, soprattutto dato che l’etica sembra destinata a rincorrere la tecnologia ed i suoi continui sviluppi.

PER APPROFONDIRE

Ebook: Leon Kass e il futuro della Natura umana tra tecnologia ed evoluzione (3,66€ su Amazon)

Sinonimo:
postumano

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