Leon Kass e il futuro della natura umana tra tecnologia ed evoluzione

Leon Kass e il futuro della natura umana tra tecnologia ed evoluzione

di Il Dodo
Pagine: 117
Anno: 2018
Genere: Bioetica
3,99 €

Indice

Introduzione

Tecnologia e Biotecnologie
1.1. Il problema della tecnologia
1.1.1. Tecnologia come disposizione
1.2. Tecnologia antica e Tecnologia moderna
1.2.1. Natura, tecnica ed etica
1.2.2. Scienza e Tecnica
1.3. Obiettivi della tecnologia
1.3.1. Bisogno e dipendenza: il paradosso della tecnica
1.4. Brave new world
1.4.1. Tecnologia e democrazia liberale
1.4.2. Mondo possibile o inevitabile?
1.5. Tecnologie biomediche

Clonazione e Fecondazione assistita
2.1. Vita in laboratorio
2.1.1. Prospettive future
2.2. Fecondazione artificiale
2.2.1. Esiste un diritto alla riproduzione?
2.3. Etica e sessualità
2.4. Clonazione umana
2.4.1. ‹‹Is cloning baaaaaad?»
2.4.2. Sessualità e famiglia
2.4.3. Il buon senso della ripugnanza
2.5. Perché essere a favore della clonazione terapeutica
2.5.1. Clonazione: un termine, diverse procedure
2.5.2. Lo status morale dell’embrione
2.5.3. Clonazione terapeutica e clonazione riproduttiva
2.6. Vie alternative

Dignità e Disumanizzazione
3.1. Definire la dignità
3.2. Kass e la dignità come autonomia
3.3. Dignità e santità della vita
3.3.1. La vita tra identità e disumanizzazione
3.4. Hybris e Post-umano
3.4.1. La dignità postumana
3.5. Bioconservatori e Transumanisti
3.6. Umano o Postumano?

Conclusione
Armonia tra progresso evolutivo e processo tecnologico

Abstract

Nel primo capitolo di questo scritto, Tecnologia e biotecnologie, è esposto il pensiero generale di Leon Kass e ciò che l’autore chiama “il problema della tecnologia”, evidenziando le influenze di autori come Heidegger e Hans Jonas sulla formazione del pensiero dell’autore. Viene in seguito esaminato, seguendo il testo “La sfida della bioetica”, il rapporto tra tecnologia ed etica, mostrando come, per Kass, la natura della tecnologia renda inefficace ogni tentativo dell’etica e della bioetica di rapportarsi ad essa, non riuscendo a difendere la dignità e l’umanità dalla minaccia incombente di scivolare verso il Brave new world di Aldous Huxley.
Nel secondo capitolo, “Clonazione e fecondazione assistita”, vengono presi in esame due particolari aspetti dell’analisi kassiana, incentrati sulla creazione della vita in laboratorio: fecondazione assistita e clonazione. Si analizza la posizione di Kass sulla questione embrionale (basata sull’idea di potenzialità della blastocisti di divenire un essere umano), contrapposta alla tesi sostenuta da Norman Ford (la vita umana si ha con la comparsa della stria primitiva, successivamente, quindi, all’impianto della blastocisti sull’endometrio).
La seconda parte di questo saggio, invece è strutturata in due parti. La prima analizza le implicazioni etiche, sostenute da Kass, riguardanti la fecondazione artificiale. È spiegato come questi nuovi sviluppi delle tecnologie biomediche minaccino, secondo la prospettiva kassiana, la discendenza, l’identità, l’individualità e l’idea stessa di sessualità. Viene mostrato come, sulla base dei significati attribuiti da Kass ai concetti di salute, di sessualità e di procreazione naturale, la riproduzione asessuata rappresenti un radicale allontanamento dalla natura umana. La seconda parte è incentrata sul tema della Clonazione umana, considerata da Kass l’anticamera di un possibile futuro post-umano, in cui la procreazione rischia di trasformarsi in produzione, spingendosi fino a considerare i figli come merce, stravolgendo il naturale rapporto esistente nella relazione genitori-figli. Vedremo come la posizione di Kass si risolva a favore di un bando totale di qualsiasi pratica di clonazione, in modo da evitare uno scivolamento verso la clonazione riproduttiva. In contrasto a tale posizione, viene mostrato come tuttavia la clonazione di tipo terapeutico non abbia motivo di venire bandita, se non per il fatto che esistano vie alternative, egualmente efficaci.
L’ultimo capitolo, Dignità e disumanizzazione, è strutturato in due parti. Nella prima parte viene preso in considerazione il concetto di dignità umana, più volte utilizzato da Leon Kass durante le sue argomentazioni, mentre nella seconda parte viene dimostrato come la posizione assunta da Kass possa rientrare tra le posizioni bioconservatrici, caratterizzate da una dicotomia tra natura e cultura, attraverso la quale viene impostata l’analisi del rapporto uomo-tencologia.
In confronto a questa posizione si mostra come, sul lato opposto, la concezione transumanista, basandosi anch’essa su una dicotomia tra naturalità dell’essere umano e cultura, promuove il progresso tecnologico ad ancora di salvezza della condizione umana, capace di estirpare l’umanità dalla propria naturalità.
Viene infine spiegato, attraverso l’aiuto del testo di Marchesini Post-human. Verso nuovi modelli di esistenza, come entrambe le posizioni, pur mantenendo gli aspetti positivi che le caratterizzano, dovrebbero essere ripensate alla luce dell’intimo intreccio tra natura e cultura, tra natura umana e progresso tecnologico. Solo così ci si renderà conto che ciò che viene chiamato post-umano in realtà è più umano di quanto sembri. Solo così sarà possibile organizzare una corretta analisi etica dello sviluppo a cui stiamo assistendo.